LAGO DI PLACE MOULIN E RIFUGIO PRARAYER
LAGO DI PLACE MOULIN E RIFUGIO PRARAYER

LAGO DI PLACE MOULIN E RIFUGIO PRARAYER

Il Lago di Place Moulin è un bacino artificiale creato dall’omonima diga. Con i suoi quattro chilometri di lunghezza è uno dei più grandi della Valle d’Aosta. La sua spettacolarità non è dovuta solo alle dimensioni, ma soprattutto al suo colore turchese intenso, che lo rendono unico nel suo genere. Le acque sono quelle del torrente Buthier che, dopo lo sbarramento della diga, attraversa tutta la Valpelline.

Per raggiungere il punto di partenza della passeggiata dovete uscire dall’autostrada alla barriera di Aosta Est e proseguire per circa 8 km sulla SS27, per poi imboccare la strada regionale 28 della Valle d’Aosta che risale la Valpelline, seguendo le indicazioni per Bionaz. Arrivati a Bionaz proseguite per altri 8 km fino al grande parcheggio su due livelli a sinistra della diga. Il parcheggio è a pagamento dal 01/05 al 31/10 e la tariffa giornaliera è di € 3,5 per le auto; da segnalare che c’è uno spazio anche per i camper e che sono presenti dei servizi igienici pubblici (vicino ai parcometri). Dopo aver parcheggiato (e pagato il parcheggio!) siete pronti a partire.

La partenza del sentiero è proprio sopra il margine sinistra dell’enorme diga. Costruita tra il 1961 e il 1965, la diga ha creato il bacino d’acqua più grande della regione e uno degli sbarramenti più grandi d’Europa. È alto 155 metri, ha una lunghezza di 678 metri e la sua capacità è di 105 milioni di metri cubi d’acqua (!)

Mentre ammirate la maestosità di questa opera architettonica, oltrepassate un piccolo chiosco e cercate il cartello giallo con le consuete indicazioni dei sentieri. Il segnavia da seguire è il n.9 che in circa un’ora e mezza di camminata tranquilla vi conduce al rifugio Prarayer. La strada che porta al rifugio è una strada sterrata ciclopedonale chiusa al traffico che, seguendo un’andatura semi pianeggiante e costeggiando l’argine sinistro del lago, in circa 5 km raggiunge la destinazione.

Se volete rendere più “avventurosa” la vostra escursione, dopo appena un centinaio di metri di sterrato è possibile deviare su un sentiero che avanza parallelo alla strada principale, ma in posizione più elevata sul versante; seguite quindi il segnavia n.8 che porta al rifugio Nacamuli – col Colon. Il sentiero risale dolcemente il versante dalla montagna: per alcuni tratti si cammina sotto il bosco, per altri si attraversano prati e pascoli. Dopo circa un’ora di cammino il sentiero lascia il posto a una strada interpoderale che collega gli alpeggi più alti. La passeggiata è molto piacevole e panoramica: sullo sfondo fanno la loro comparsa i massicci de le Petites e les Grandes Murailles con i loro imponenti ghiacciai, che segnano il confine con la Svizzera. Man mano che avanzate tornerete anche ad ammirare le acque turchesi del lago e la posizione sopraelevata su cui vi trovate vi offrirà alcuni punti panoramici davvero spettacolari. Continuate a camminare, dopo aver oltrepassato l’alpeggio di Bas Oren il sentiero inizierà a scendere per ricongiungersi con il percorso sterrato principale. Attenzione che a questo punto dovrete tornare a seguire il segnavia n.9 verso il rifugio. Un paio d’ore dopo la partenza sarete quindi giunti all’alpeggio Prarayer su cui sorge l’omonimo rifugio.

A questo punto avete due scelte: fermarvi al rifugio o nelle immediate vicinanze per riposarvi e rifocillarvi, oppure proseguire sul sentiero che dal retro del rifugio costeggia il torrente Buthier. Se scegliete la prima opzione vi consiglio prenotare il pranzo qualche giorno prima, soprattutto in estate, vista la grande affluenza di turisti; sul sito del rifugio trovate tutte le informazioni (anche sulle camere, se volete fermarvi a dormire). 

Se invece decidete di proseguire, dietro il rifugio troverete un altro cartello giallo con riportate le indicazioni dei possibili itinerari da seguire, che hanno un primo tratto in comune. In questo articolo terremo in considerazione il n.10 verso le piante secolari e il n.11 verso l’Alpeggio Bella Tsa. Continuate pertanto a camminare in un bel vallone verde stretto tra i versanti delle montagne che si avvicinano sempre di più. Sentirete alla vostra destra il fragore delle acque del Buthier fino a quando non vi troverete su un ponte che lo attraversa e continuerete a camminare con il torrente alla vostra sinistra. Dopo circa 30 minuti dal rifugio vi troverete al bivio tra segnavia n.10 e n.11: prendete la sinistra seguendo il n.10 e le indicazioni verso le piante secolari. Dopo 5 minuti di cammino (e dopo aver attraversato nuovamente il torrente) vi troverete ai piedi di un boschetto di alberi dalle dimensioni notevoli: siete arrivati nel bosco dei larici secolari che, come dice la parola, è composto da esemplari con qualche centinaio di anni. L’albero più grande è un larice che ha oltre 500 anni: non è facilissimo trovarlo, lo riconoscerete dal fusto molto largo e da una targhetta arancione posta accanto.

Se proseguite sul sentiero su cui vi trovate, in circa tre ore di cammino e 700 metri di dislivello giungerete al rifugio Capanna Aosta, meta raggiungibile in giornata solo se avete un buon livello di allenamento; sul sito del rifugio trovate tutte le informazioni su pernotti e traversate/ascensioni per alpinisti esperti.

Se invece siete degli escursionisti di medio livello, e volete ancora sgranchirvi un po’ le gambe prima di tornare al Prarayer, potete tornare al bivio tra i segnavia n.10 e n.11 e seguire le indicazioni del secondo, verso l’Alpeggio Bella Tsa. Senza arrivare per forza all’alpeggio vero e proprio, camminate per 15-20 minuti dal bivio fino a quando non vi ritroverete su un pianoro pratoso da cui si apre un panorama spettacolare sulla valle da cui siete saliti. Alle vostre spalle ci sono i resti diroccati di quello che doveva essere l’alpeggio Gordzé mentre davanti a voi potete ammirare il tragitto del Buthier stretto tra i due versanti rocciosi fino a quando non diventa la chiazza azzurro intenso del lago. Se avete il pranzo al sacco e non c’è vento potete fermarvi a mangiare qui, ci sono ampi spazi erbosi su cui potersi accampare. Altrimenti potete riprendere la strada verso il rifugio; calcolate che per tornare ci vogliono 30-40 minuti, in base al vostro passo.

Una volta tornati al rifugio, il consiglio è quello proseguire verso il parcheggio sul percorso principale (soprattutto se all’andata avete seguito il sentiero): una comoda e pianeggiate passeggiata di circa 90 minuti su una strada sterrata poderale chiusa al traffico vi riporterà al punto di partenza passando in mezzo a rocce scoscese, cascate d’acqua, prati e boschi.

Proprio per via della facilità del percorso pedonale, accessibile a chiunque (anche alle famiglie con carrozzine e passeggini) questo luogo è molto frequentato nei mesi estivi, soprattutto luglio/agosto. Se potete, evitate di recarvi in questo periodo (è molto consigliato venirci in autunno). Se però non avete alternative, cercate di arrivare al parcheggio al mattino presto (indicativamente entro le ore 9) e se volete fermarvi a pranzo al rifugio cercate di prenotare il vostro tavolo con un po’ di anticipo.

È sicuramente una meta ideale per chi è “alle prime armi” con la montagna ma vuole fare un bel percorso per nulla impegnativo e molto molto molto panoramico.

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