- PARTENZA: Glacier, frazione di Ollomont (1560 m)
- ARRIVO: Lago Cornet (2330 m)
- DISTANZA: 10 km
- DISLIVELLO TOTALE: 800 metri
- TEMPO DI PERCORRENZA: 3 ore circa per tratta (6 ore per a/r)
- ATTREZZATURA: scarponcini da montagna, bastoncini
- PERIODO: tarda primavera, estate e inizio autunno
- SENTIERO: (in ordine di percorrenza ) segnavia 6, deviazione per Lago Cornet
- PUNTI RISTORO: no lungo il percorso; Bar al parcheggio di Glacier (alla partenza)
- ACQUA: non sono presenti fonti d'acqua pubbliche lungo il percorso; fontana potabile al parcheggio di Glacier (alla partenza)
- TOILET: non sono presenti lungo il percorso
- AGGIORNATO A LUGLIO 2022
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Il vallone di Ollomont, posto nella parte settentrionale della Valpelline, è una zona ancora poco conosciuta della Valle D’Aosta ma che offre la possibilità di fare escursioni non troppo difficili e molto belle. Una di queste è quella che porta al Lago Cornet, specchio d’acqua blu incorniciato dalle vette del Monte Gelé e delle creste del monte Morion.
La partenza è dal parcheggio di Glacier, ultima frazione del comune di Ollomont, che dà il nome alla vallata sottostante. Il parcheggio è abbastanza ampio e la zona non è troppo turistica, quindi dovreste trovare posto senza problemi. Dirigetevi verso il gruppo di case in legno e pietra, preceduta da un piccolo bar con dehor esterno e una capanna in legno tappezzata dai cartelloni con le informazioni turistiche sulla zona. Vi accorgerete che avete appena percorso il ponte sul torrente Buthier, preceduto sulla destra da una fontana in legno con abbeveratoio. Fate attenzione perché è l’unica fontana che troverete lungo il percorso: se siete già a corto di acqua riempite le vostre borracce. Bene, siete pronti per partire.
Dopo la fontana troverete la classica palina con i cartelli gialli che indicano i sentieri escursionistici in Valle d’Aosta. Vedrete che tutte le indicazioni riportano il segnavia 6, ed è quello che seguirete anche voi. Imboccate il sentiero che inizia costeggiando una zona di pascolo (potreste dover spostare una transenna per entrare) e dirigetevi verso l’Alpe Crottes. Costeggiate le tre strutture in pietra che costituiscono l’alpe e imboccate il sentiero che gira a sinistra e sale nel bosco di larici. Iniziate quindi a camminare sotto la vegetazione per risalire il vallone denominato “la Gaula”. Se partite al mattino, tutto questo primo tratto di strada sarà all’ombra. Man mano che proseguite il sentiero si fa più ripido e quando sarete quasi in cima sul versante troverete sulla destra una breve deviazione verso l’Oratorio della Gaula, una piccola chiesetta (chiusa) costruita sfruttando un antro naturale della parete di roccia.
Tornate sul sentiero principale e continuate a salire: poco dopo la pendenza diminuisce e uscirete dal bosco, continuando a camminare tra prati e bassi arbusti. Troverete poi un breve tratto in piano che attraversa una piccola radura e poi una salita che vi porta in cima ad un piccolo colle: da qui potrete godere di una meravigliosa vista sul Monte Gelé (verso nord) e sulle altre montagne circostanti. Il sentiero ora scende leggermente e incrocia una strada sterrata (che in inverno diventa una pista): tenete la destra e ricominciate a salire, ammirando sulla sinistra le vette della Grand Combin. Continuate a seguire la sterrata che sale dolcemente con qualche curva; dopo una decina di minuti giungerete ai ruderi dell’Alpe Les Places, che attraversate.
Il sentiero si fa ancora meno ripido e inizia ad essere affiancato sulla sinistra da un corso d’acqua. Si tratta del torrente des Eaux Blanches, che costeggiamo fino alla diga che ne regola il flusso. Siamo giunti alla Comba des Eaux Blanches: qui lasciamo il sentiero 6 che sale dritto a sinistra verso il Bivacco Regondi Gavazzi e giriamo verso destra, seguendo il sentiero che risale in salita un piccolo dosso. Fermatevi ogni tanto per prendere fiato e per ammirare lo spettacolare panorama sul Plan du Breuil sottostante, che vi apparirà come una immensa prateria verde brillante solcata dai tanti corsi d’acqua che andranno a formare il torrente e incorniciata dal Monte Gelé e delle creste del Monte Morion.
Una volta giunti in cima, seguite il sentiero in piano e dopo qualche minuto giungerete al placido Lago Cornet. Le sponde sono erbose, potete fare tutto il giro in modo agevole (non si sprofonda) e potete scegliere il lato che preferite per fermarvi un attimo a riposarvi e godere del panorama.
Se non siete abbastanza stanchi, potete cimentarvi nella salita verso la Punta Cornet (2393 m.) imboccando il sentiero che risale il pendio posto sul lato meridionale del lago. Il sentiero si trova sulla destra e una volta superata da distesa di stelle alpine (mi raccomando, non vanno raccolte!) giungerete alla croce di vetta, da dove si gode di una spettacolare vista a 360 gradi delle montagne circostanti: il Monte Vélen, il Grand Combin, il Monte Gelé e le creste del Morion; in basso in vece si scorge la diga di By e la valle di Ollomont.
Lasciandovi la croce alle spalle, proseguite sulla cresta dirigendovi verso est fino a raggiungere il Colle Cornet (2354m), dove è posta un’altra piccola croce. Potete poi tornare sulle rive del lago continuando a percorrere la parte di cresta del pendio che tende verso nord e che man mano scende verso il lago. Calcolate tra i 30-45 minuti per fare questa aggiunta al percorso; il tempo varia ovviamente in base al vostro passo e al tempo di sosta per ammirare il panorama.
Per tornare a valle si percorre a ritroso lo stesso sentiero dell’andata.
Il tempo di percorrenza è di circa 3 ore per tratta, con passo normale e qualche pausa inclusa. È fondamentale avere con sé una coppia di bastoncini, soprattutto per il ritorno. Alcuni tratti del sentiero sono sconnessi e il fondo è sdrucciolevole: i bastoncini vi aiutano a mantenere stabilità.
Lungo il tragitto non troverete molti cartelli di indicazione anzi, si può dire che scarseggino. In generale, però, è difficile sbagliare strada perché basta seguire il sentiero, non ci sono alternative. Ogni tanto qualche pietra è segnata con una freccia di pittura gialla e il segnavia n.6; nei bivi che incontrerete c’è un cartello che indica la direzione. In ogni caso, è caldamente consigliato avere sul telefono (e seguire) un’applicazione che permetta di leggere le tracce GPP, così da essere tranquilli di essere sempre sulla strada giusta.































