- PARTENZA: Strada Tracciolino di Oropa SP512 (1190 m)
- ARRIVO: Alpe Sette Fontane (1537 m)
- DISTANZA: 9.3 km circa a/r
- DISLIVELLO TOTALE: 390 metri
- TEMPO DI PERCORRENZA: andata in poco meno di 2 ore (90 minuti con passo veloce), ritorno in 1 ora e mezza
- ATTREZZATURA: scarponcini da montagna, bastoncini, ciaspole/ramponcini in caso di neve;
- PERIODO: tutte le stagioni; in estate attenzione al sole a picco (non c’è ombra, evitate le ore più calde), in inverno attenzione alla neve/ghiaccio
- SENTIERO: (in ordine di percorrenza) D02 fino a Alpe Dama, D34 fino ad Alpe Sette Fontane; breve intersezione con D41, sentiero del Poggio Frassati
- PUNTI RISTORO: non sono presenti lungo il percorso; fonti d’acqua solo all’arrivo all’Alpe; i punti ristoro più vicini sono all’interno del Santuario di Oropa (trattorie e bar)
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Il Monte Mucrone è la vetta simbolo delle Prealpi biellesi: posta al centro dell’arco montuoso che si erge dietro alla città, il suo panettone roccioso è riconoscibile e visibile da tutta la provincia. Pur senza essere alpinisti esperti e scalarlo, è possibile raggiungere le sue pendici grazie ad un percorso escursionistico che parte in prossimità del Santuario di Oropa che in poco meno di 2 ore di cammino raggiunge l’Alpe Sette Fontane, un grosso alpeggio soleggiato da cui potrete ammirare lo splendido panorama sulle montagne circostanti e sulla pianura sottostante.
Raggiungete il punto di partenza in auto, percorrendo da Biella la SP144 che porta al Santuario di Oropa. Una volta giunti ai cancelli del Santuario, si prosegue lungo la SP512 del Tracciolino si prosegue lungo la SP512 del Tracciolino, (chiamata anche Strada del Canal Secco Trucco e Cavallo), superando il cimitero di Oropa e alcune trattorie che si affacciano lungo la strada. Attualmente (febbraio 2023) la strada è interrotta dopo 2,5 km per via di una frana, dovrebbe riaprire a fine maggio 2023. Potete lasciare la macchina a bordo strada prima delle barriere che chiudono il transito e proseguire a piedi (è stato ricavato un passaggio pedonale sicuro). Superate la frana, riprendete la strada asfaltata del Tracciolino e camminate in piano per circa un chilometro, fino a quando non giungerete ad una curva a destra, con un piccolo slargo sul lato sinistro della strada. Quando il tratto franato sarà aggiustato, potrete lasciare la macchina in questo piccolo slargo bordo strada. Di fronte al parcheggio vedrete una strada asfaltata in salita che porta ad alcune abitazioni (c’è una sbarra e il cartello di divieto di accesso) e, poco lontano, una palina in legno con i classici cartelli bianchi e rossi con l’indicazione del sentiero (D2). Imboccate il percorso in salita che parte dietro al cartello e iniziate a risalire il pendio erboso, costeggiando alcune abitazioni e le mastodontiche antenne ripetitori.
Continuate a camminare in salita, seguendo il tracciato sull’erba: in questo tratto non troverete cartelli segnalatici, solo segni con vernice bianco/rossa su alcune pietre lungo il percorso. In alternativa al sentiero nel prato, è possibile percorrere una strada sterrata (a tratti mulattiera) che sale quasi parallela. Dopo una mezzoretta di cammino, sarete giunti all’Alpe Dama: salita ancora un paio di curve fino a quando non incrociate il sentiero D34 (vedrete un cartello che lo indica). Da qui continuate a camminare verso ovest, il percorso sarà in leggere salita e in 15/20 minuti vi porta all’Alpetto Superiore (nota anche come Baita Ronchetta).
Aggirate la baita, raggiungete il cartello con indizione D41 (Poggio Frassati) e proseguite in salita per un centinaio di metri fino a quanto non trovate un altare e una panchina in pietra. Dal retro della Baita fino all’altare il sentiero D34 (da cui siete arrivati) è comune al D41, che conduce al Poggio Frassati. In prossimità dell’altare le due strade di dividono di nuovo: se proseguite verso destra risalite il pendio verso il Poggio, se invece tenete la sinistra, riprendete il D34 verso le Sette Fontane. Imboccate quindi il sentiero a sinistra (la traccia segnata per terra, non ci sono cartelli) e continuate a camminare prevalentemente in piano per circa un chilometro, andando sempre più “sotto” al Monte Mucrone. Ad un certo punto il sentiero si immette si una strada asfaltata (carrozzabile ma chiusa alle macchine, salvo alcune eccezioni) e camminate in leggera salita per poco meno di 400 metri.
La strada finisce con un gruppo di baite in pietra costruite su un bello spiazzo soleggiato alle pendici del Mucrone: siete arrivati all’Alpe Sette Fontane. Sia salendo sia una volta giunti dall’alpeggio, lo sguardo spazia sulle montagne circostanti: l’imponente Mucrone davanti a voi con la sua croce che brilla in vetta, la porzione occidentale delle Prealpi biellesi, la Colma di Mombarone, la sottostante Valle Elvo e tutta la pianura biellese.
Potete fermarvi fuori dalle baite per riposarvi e riempire le borracce con acqua fresca di montagna: come dice il nome, troverete più di una fontana in cui rinfrescarvi.
Per il ritorno, il consiglio è quello di percorrere a ritroso la strada dell’andata. In alternativa, giunti in corrispondenza dall’Alpetto Superiore, potete prendere il sentiero D41 che scende dal Poggio Frassati e vi porta ugualmente sul Tracciolino; da qui però dovrete percorrere 3-4 km su strada asfaltata per tornare al punto dovete avete lasciato la macchina.
Mi sbilancio nell’affermare che è un itinerario molto bello, uno dei più panoramici del Biellese occidentale ma, soprattutto, non troppo difficile: la parte più impegnativa è quella iniziale, dove sono concentrati quasi 300 dei 400 metri di dislivello. Fidatevi, giungere alle pendici del Mucrone e ammirare il panorama che si apre davanti a voi vi ripagherà della fatica iniziale!






















