- PARTENZA: Strada provinciale SP512 del Tracciolino, dopo Baita Sambuco (930 m.)
- ARRIVO: Alpe Cavanna (1475 m.)
- DISTANZA: 10.6 km circa a/r
- DISLIVELLO TOTALE: 570 metri
- TEMPO DI PERCORRENZA: 1 ora e 30 minuti a tratta (totale a/r 3 ore)
- ATTREZZATURA: scarpe da trekking, bastoncini, ciaspole/ramponcini in caso di neve
- PERIODO: tutto l’anno; in estate preferire il mattino presto o il tardo pomeriggio; in inverno potrebbe servire attrezzatura da neve
- SENTIERO: B30
- PUNTI RISTORO: Rifugio Alpe Cavanna (verificare apertura), Agriturismo La Ca’ (verificare apertura), Ristorante La Bossola (a 6 km dalla partenza del sentiero)
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Per chi non è pratico del Biellese, il Tracciolino è la strada provinciale che attraversa orizzontalmente quasi tutte le Prealpi biellesi, da Donato (a ovest) fino al Santuario della Madonna di Oropa (a est). È una strada molto panoramica, prettamente pianeggiate e, nonostante sia aperta alla circolazione delle auto, è molto spesso meta di passeggiate. In alternativa, se cercate un itinerario di media difficoltà, potete usarla come punto di partenza, seguendo uno dei molti sentieri che da essa si dipartono.
Innanzitutto, come raggiungiamo il Tracciolino? Si raggiunge il Santuario di Graglia, da qui si prosegue segue su via Campiglie fino al ristorante “La Bossola” e una volta giunti al bivio dopo il parcheggio si gira verso destra, imboccando la SP512 del Tracciolino. Si prosegue dritto seguendo la strada per circa 6 km, fino a raggiungere la Baita Sambuco (sulla destra). Poco dopo troverete un parcheggio libero in fondo alla strada (che poi curva a destra e scende verso Andrate). Lasciate lì macchia e iniziate a percorrere la strada in salita segnalata dal cartello bianco/rosso: troverete l’indicazione del sentiero B30 che dovete seguire per raggiungere l’Alpe Cavanna.
Bene siete pronti a partire. La strada alterna tratti di asfalto ad altri di sterrato; le uniche macchine che la percorrono però sono quelle che raggiungono le baite sparse nella zona. Camminando noterete infatti come i pianori circostanti siano puntellati di graziose baite immerse nel verde dei prati. Dopo circa 1 chilometro e una ventina di minuti di passeggiata, giungerete all’Agriturismo La Ca’ (aperto da aprile a ottobre) e poco dopo alla Cascina Belvedere. Proprio come dice il nome, questo è il primo punto panoramico del percorso: da qui rivolgete subito lo sguardo verso i paesi sottostanti di Donato e Zubiena e poi sulla Serra morenica su cui si posano. In lontananza noterete il lago di Viverone, mentre spostando gli occhi verso destra, incontrerete il lago Sirio, la piana di Ivrea, l’inizio della Valle d’Aosta e in lontananza il Monviso e le Alpi Cozie. Non male come spettacolo.
Oltre al panorama verso il basso, ammirate anche quello verso le montagne. Nello specifico, ci troviamo esattamente sotto il versante sud del Mombarone, una delle vette più importanti delle Prealpi biellesi, di cui è possibile vedere la croce (detta Redentore). Tra l’altro, una volta giunti all’Alpe Cavanna, è possibile proseguire verso tale vetta (ma dovete essere molto allenati per farlo in giornata, poiché è molto impegnativa come ascesa.)
Continuate a camminare, seguendo sempre la strada principale. A livello di “fondo stradale” il percorso non è impegnativo: camminerete sempre su una strada asfaltata o sterrata ma non dissestata (calcolate che ci devono poter passare macchine e trattori). Fate solo attenzione alla pendenza: tutto il percorso è in costante salita. Si parte da una quota di 930 metri circa e si arriva fino a 1.500: i 570 metri di dislivello sono ripartiti equamente su tutto il percorso, che è in costante (ma dolce) salita.
Dopo 90 minuti di cammino dalla partenza, giungerete infine a destinazione. Avvicinandovi, vedrete un gruppo di baite sormontate qualche metro più in alto da una struttura bassa e lunga. Si tratta del Rifugio Alpe Cavanna, una baita ristrutturata che funge da rifugio escursionistico gestito dalla Pro Loco del comune di Donato. Potete fare un percorso ad anello di avvicinamento al rifugio: continuate sulla strada sterrata che costeggia a destra baita e rifugio, superate le costruzioni e salite ancora qualche metro fino a quando la strada curva verso destra e conduce verso l’Alpe Ghiazzetti (Giassit). Voi invece girate verso sinistra e scendete verso il rifugio, a cui giungerete dal retro. Siete giunti a destinazione. Se desiderate pranzare e/o pernottare, è preferibile telefonare con qualche giorno di anticipo per verificare la disponibilità e l’effettiva apertura (in autunno-inverno tendenzialmente è chiuso).
Fermatevi qualche minuto a riposarvi, fare merenda e ammirare lo spettacolare panorama davanti ai vostri occhi. Quando siete pronti per ripartire, dirigetevi verso la staccionata in legno che delimita la balconata del rifugio e passate dal cancelletto, seguendo il sentiero che passa accanto alle baite.
Per oltre un secolo, tra il 1850 e il 1950, l’alpe era abitata da decine di famiglie del comune di Donato che in estate salivano qui con il bestiame, popolando i quasi 6 ettari erbosi della Cavanna. Oggi, purtroppo molte baite sono in stato di abbandono e sono state distrutte. Oltre al rifugio, ne rimangono un paio ristrutturate e “abitate”.
Superate le baite e continuate a camminare per qualche metro, fino a ricongiungervi con strada principale da cui siete arrivati. Iniziate così a percorrere a ritroso la strada dell’andata, che in poco meno di un’ora e mezza vi riporterà al punto di partenza.
È una passeggiata molto piacevole, soprattutto in autunno o un primavera. In estate attenzione alle temperature (non essendo molto in quota potrebbe fare molto caldo) mentre in inverno attenzione al ghiaccio.

















