- PARTENZA: Gavirate (230 m)
- ARRIVO: Gavirate (giro ad anello)
- DISTANZA: giro completo 29.5 km (a piedi, consigliato farne solo un tratto)
- DISLIVELLO TOTALE: 130 metri
- TEMPO DI PERCORRENZA: 6 ore (giro completo)
- ATTREZZATURA: scarpe da ginnastica
- PERIODO: tutte le stagioni
- SENTIERO: seguire la pista ciclopedonale
- PUNTI RISTORO: bar/strutture lungolago; inoltre si cammina vicino a centri abitati
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Il Lago di Varese è la meta ideale per una tranquilla escursione a piedi o in bicicletta adatta a tutti. Lungo il perimetro del bacino lacustre, infatti, si sviluppa una pista ciclopedonale lunga quasi 30 chilometri. Se ne può percorrere solo un tratto oppure si può fare tutto il giro, partendo dal punto di accesso che si preferisce. Il paesaggio lungo il percorso è molto vario: si passa dalla classica passeggiata lungolago al sentiero sotto il bosco, dalla stradina di campagna tra ville e maneggi fino al percorso tra prati e campi coltivati. Non preoccupatevi per questi repentini cambi di paesaggio: tutto il percorso è ben segnato da frequenti cartelli turistici che indicano la percorso e il centro abitato precedente/successivo.
Per il mio itinerario ho scelto di partire da Gavirate, comune posto sull’estremità settentrionale del lago con una bella passeggiata lungolago, fornita di un piccolo parco giochi, alcuni bar e chioschi e la sede della locale società di canottieri.
L’ideale è poter raggiungere Gavirate in macchina: si trova facilmente parcheggio (anche libero, soprattutto su settimana) nelle vie appena dietro il lido. In alternativa, potete raggiungere Gavirate in circa 90 minuti di treno da Milano (treno regionale da Milano Cadorna per Laveno Mombello, biglietto a €6,20; maggiori informazioni sul sito di Trenord).
Una volta giunti sul lido, dirigetevi verso destra e percorrete i pontili in legno che chiudono il lungolago: da qui parte un sentiero in mezzo al prato che dopo circa 100 metri si ricongiunge alla pista ciclopedonale. Si inizia così il giro del lago in senso antiorario, procedendo quindi verso il paese di Bardello. Il primo tratto è molto bucolico: si cammina su una strada (sempre asfaltata/lastricata) immersa nella vegetazione ma abbastanza vicino al lago. La strada percorsa dalle macchine è lontana, il retro di alcuni giardini si affaccia lungo il percorso, che in generale è molto tranquillo.
Raggiungendo Biandronno si torna sulle rive del lago. Qui si trova anche l’imbarco per l’isola Virginia, una piccola isola situata lungo la sponda ovest del lago. Nata dalla sedimentazione dei detriti da palafitte accumulatisi nei millenni, deve il suo nome al suo ultimo proprietario, l’industriale gallaratese Andrea Ponti, che alla fine dell’Ottocento chiamo l’isola con lo stesso nome della moglie, Virginia appunto. L’isola è visitabile: sul sito trovate tutte le informazioni sulle attività che è possibile fare e sugli orati della navigazione.
Proseguendo dopo Biandronno si giunge a costeggiare la Palude Brabbia, attraversandola per un breve tratto. Si tratta di una riserva naturale creata nel 1983 e da oltre vent’anni gestita dalla Lipu, che si occupa di preservare l’habitat di numerose specie animali, sia mammiferi che volatili.
All’uscita della palude, si passa nel comune di Cazzago Brabbia, famoso per le ghiacciaie in pietra costruite alla fine dell’Ottocento. Se ne incontrano 3 proprio lungo il percorso: questi antenati dei frigoriferi venivano riempiti con lastre di ghiaccio che permettevano la conservazione del pesce pescato nel lago.
Da Cazzago si giunge poi a Bodio Lomnago: qui il percorso si allontana dal lago (eccezione fatta per la breve deviazione verso il molo) e si passa in mezzo a una tranquilla zona residenziale. Il percorso ciclopedonale si fa tutt’uno con le strade per portano a graziose abitazioni private con ampi giardini vista lago, passando anche vicino ad alcuni maneggi e agriturismi.
Purtroppo i paesaggi bucolici si interrompo in prossimità del comune di Galliate Lombardo: da qui in poi, procedendo verso Capolago, estremità sud-est del lago, il percorso si fa parallelo alla trafficata SP36, la strada provinciale che fa il giro del lago. Il lago è lontano, lo si può raggiungere in alcuni tratti con delle brevi deviazioni, come quelle per i porticcioli di Azzate e Capolago.
Proprio a Capolago termina la sponda meridionale del lago: il percorso svolta quindi a sinistra e si inizia a risalire la sponda settentrionale, giungendo nel comune di Varese, in località Schiranna. Qui c’è una bella deviazione verso l’omonimo lido, da cui finalmente si torna a vedere il lago. Se ne avete occasione, cercate di arrivare al Lido della Schiranna per il tramonto: lo spettacolo è davvero impagabile.
Da Schiranna si prosegue per tornare al punto di partenza, attraversando il comune di Calcinate del Pesce e alcune frazioni di Gavirate. A livello paesaggistico e naturalistico, la sponda settentrionale è meno interessante rispetto a quella meridionale. Come nel tratto vicino a Capolago, anche qui il percorso è molto spesso affiancato dalla strada provinciale. Nonostante questa prossimità, il sentiero è sicuro per ciclisti e pedoni: i tratti più esposti sono sempre delimitati dal guardrail. Ovviamente l’odore dei gas di scarico e i rumori delle auto che passano vicino rendono la passeggiata meno piacevole. Fortunatamente, ogni tanto, ci si allontana dalla strada e, seppur la vista lago sia pressoché inesistente, ci si ritrova a camminare/pedalare immersi nei verdi boschetti che caratterizzano questo tratto della sponda.
Si ritorna infine sul lungolago di Gavirate.
Il giro completo a piedi è decisamente impegnativo: con passo sostenuto si impiegano tra le 5 e le 6 ore a percorrere i quasi 30 km del percorso. Se si vuole tentare l’impresa, oltre ad avere un buon allenamento, mettente in conto di prendervi tutta la giornata, facendo 2/3 belle pause.
In ogni caso, mi sento di sconsigliare il giro completo a piedi: oltre alla fatica (che negli ultimi 10 km si fa davvero sentire), ci sono alcuni tratti poco interessanti a livello paesaggistico (come quelli a ridosso della strada provinciale) che possono essere evitati.
A piedi consiglio di partire da Gavirate e arrivare fino a Bodio Lomnago. Sono circa 2 ore di camminata, tutta in piano, lontano dalla strada, vicina al lago oppure in mezzo a prati e case. Il alternativa è piacevole anche il tratto nei pressi di Schiranna e del suoi lido. Il resto si può tranquillamente saltare.
Diverso invece è se ci si cimenta nell’impresa in sella ad una bicicletta: in questo caso ci vogliono un paio d’ore per completare il giro: i tratti lungo la strada sono più veloci da affrontare e quindi l’esperienza appare nel complesso più godibile.















