- PARTENZA: Tremezzina, parcheggio area pic-nic fraz. Rogaro (330 m)
- PUNTO INTERMEDIO: Monti di Nava (840 m), Sasso San Martino (850 m)
- ARRIVO: fraz. Rogaro (giro parzialmente ad anello)
- DISTANZA: 13 km
- DISLIVELLO TOTALE: 740 metri
- TEMPO DI PERCORRENZA: 4 ore e mezza di camminata effettiva (almeno 6 con qualche pausa)
- ATTREZZATURA: scarponcini da montagna/scarpe da trekking, bastoncini
- PERIODO: primavera/inizio estate, autunno
- SENTIERO: (in ordine di percorrenza) 6, 6B, 7B,7A
- PUNTI RISTORO: no lungo il percorso; bar/strutture sul lungolago di Tremezzina
- ACQUA: non sono presenti fonti d'acqua pubbliche lungo il percorso
- TOILET: non sono presenti bagni pubblici
- AGGIORNATO A DICEMBRE 2022
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Torniamo alla scoperta dei dintorni del lago Como con un itinerario escursionistico molto panoramico e, nel complesso, mediamente impegnativo. Si tratta di un percorso ad anello, con partenza da una piccola frazione sopra Tremezzo che ci porta a raggiungere prima i Monti di Nava, passare l’omonima bocchetta, dirigersi verso il Sasso San Martino e da qui scendere verso la piccola chiesetta costruita su un pianoro erboso sotto la parete rocciosa del Sasso. Vediamo con ordine tutti i passaggi di questo interessante itinerario.
La partenza è presso l’area pic-nic in frazione Rogaro, nel comune di Tremezzina; qui troverete un piccolo parcheggio libero in cui lasciare la macchina. Proprio accanto al parcheggio, c’è un’edicola in legno con la mappa della zona e le indicazioni dei vari sentieri che potete fare; nel vostro caso si tratta del sentiero 6 (che poi diventa 6B) per l’andata e poi il 7 (sia variante 7B sia 7A) per il ritorno. In realtà lungo il percorso non troverete rimando a queste lettere; ad ogni bivio ci sono le paline direzionali con indicata la direzione da seguire per raggiungere i vari luoghi, con relativi tempi di percorrenza.
Bene, siete proni a partire. Imboccate il sentiero e seguite subito le indicazioni per Monti di Nava-Cappella degli Alpini. Superata una cascina e continuate a seguire il sentiero sotto il bosco per circa 15 minuti. Poi all’improvviso la vegetazione finisce e vi ritrovate davanti agli occhi il panorama mozzafiato del lago visto dall’alto. Il sentiero si fa a tornanti e risale il versante sud della montagna. È una salita costante ma non ripida; il fondo è misto di roccia e ghiaia, ogni tanto sdrucciolevole ma non pericoloso. Ad un certo punto arriverete ad un bivio: a sinistra si va verso la cappella degli Alpini, a destra diretti verso i Monti di Nava. Vi consiglio di fare tappa alla cappelletta degli Alpini: poco prima troverete un’area panoramica con un paio di tavoli da pic-nic e una vista spettacolare sul lago. Proseguendo oltre un centinaio di metri arriverete ad una graziosa cappella in pietra costruita dal gruppo Alpini di Tremezzo e dedicata alla Madonna di Panoort. Ammirate il panorama per qualche minuto: guardando verso sud, da qui potrete vedere bene il promontorio di Lavedo dove si trova la meravigliosa Villa del Balbianello.
Una volta che siete pronti a ripartire avete due alternative: potete tornare indietro da dove siete arrivati, ritornare al bivio e prendere il sentiero con direzione Monti di Nava. In alternativa, per velocizzare, prendete il sentiero che parte da dietro la cappella e risale il pendio del monte, fino a quando non incrocerete nuovamente la mulattiera principale (il sentiero che arriva dal citato bivio). Se optate per la seconda opzione, fate attenzione perché il sentiero non è bene tracciato: si percepisce la via tramite la vegetazione spostata/calpestata, ma è fondamentale che abbiate la traccia GPS da seguire così da non perdervi e allungare la strada, anziché accorciarla. Dopo circa 5 minuti, sarete tornati sul sentiero principale, che continua a risalire la montagna, tornante dopo tornante. Ad un certo punto la mulattiera sterrata diventa una strada asfaltata (molto rovinata) e piano piano vi porterete nella parte interna del pendio, lasciando per il momento la spettacolare vista panoramica.
Arriverete quindi in località Monti di Nava, dove troverete alcune baite; proseguite per altri 5 minuti fino alla bocchetta di Nava. Si tratta di un passo, con in bel pianoro a pascolo disseminato di baite. Da qui avete due alternative: potete girare subito a destra, seguendo le indicazioni per Dossone/Pilone/Sasso San Martino oppure proseguire dritto verso località Croce prima e Paullo poi, per risalire infine verso il Sasso San Martino (arrivate nello stesso punto della prima opzione). In fondo all’articolo troverete entrambe le tracce GPS: la variante normale è la prima qui riportata (direzione Pilone/Dossone), la variante lunga invece è quella che passa da Paullo. Attenzione: personalmente mi sento di sconsigliarvi di seguire la variate lunga, a meno che non vogliate stancare per bene le gambe. Proseguendo dritto alla bocchetta, infatti, allungherete il giro, senza guadagnarne nulla in bellezza (di panorama) e soddisfazione. Prima vi troverete a percorrere oltre 2 chilometri in discesa, perdendo circa 300 metri di quota, camminando sempre sotto al bosco (di sicuro piacevole in estate, un po’ meno in inverno) su una strada semi asfaltata su cui su affaccia ogni tanto qualche baita. Una volta giunti alla Chiesetta della Madonna delle Grazie di Paullo, dovrete poi iniziare a risalire, sempre su una strada asfaltata sotto al bosco, recuperando i metri di dislivello persi e camminando per altri 2 chilometri.
- Variante normale: alla bocchetta di Nava girate a destra, seguite le indicazioni verso Pilone/Dossone/Sasso di San Martino; non perdete dislivello, camminate per circa 1,3 km
- Variante lunga: alla bocchetta di Nava proseguite dritto verso Croce, arrivati a Paullo risalite verso Sasso San Martino (è fondamentale avere traccia GPS perché il sentiero non è ben indicato); perdete 300 metri di dislivello che poi recuperate subito e allungate il giro di circa 4 km, camminando sempre sotto il bosco.
A voi la scelta.
Qualsiasi direzione prendiate, dovete giungere al cartello che vi indica la deviazione verso la cima del Sasso San Martino e le trincee. Man mano che camminerete, vi si aprirà davanti agli occhi un panorama spettacolare: sarete esattamente sopra Bellagio, in una posizione privilegiata per vedere dall’alto la forma unica a Y rovesciata del lago di Como. Dopo una decina di minuti arriverete sulla cima del Sasso. Purtroppo, non troverete il punto panoramico che magari vi aspettavate: la cima è completamente coperta di vegetazione e non si vede nulla. Vi consiglio di proseguire verso la trincea, seguendo il sentiero da cui siete arrivati e che in meno di 10 minuti vi porterà al vero punto panoramico del Sasso. Adesso non ve ne rendete conto, ma siete sulla cima di un gigante panettone roccioso, e ne state attraversando parte della sommità. Arrivati all’estremità sud-orientale, troverete una galleria di qualche decina di metri scavata nella roccia. Si tratta di resti della Linea Cadorna, il complesso sistema di fortificazioni (gallerie, trincee) costruito a scopo difensivo durante la Prima Guerra Mondiale. Se siete coraggiosi potete entrare nella galleria, altrimenti proseguite di qualche metro e salite sopra il pianoro roccioso per ammirare il panorama a 180° sul lago. Da qui, infatti, lo sguardo può spaziare in tutte le direzioni: il centro lago con le Grigne sullo sfondo, a sinistra tutto l’Alto Lario con Menaggio in primo piano e le montagne della Valtellina subito dietro, a destra invece Bellagio e il ramo di Lecco. Uno spettacolo davvero mozzafiato.
Dopo esservi rifatti gli occhi, tornate sui vostri passi ripercorrendo a ritroso la strada verso la cima del Sasso, fino ad arrivare all’inizio del sentiero. Qui proseguite verso il Pilone (o ci tornate, se siete arrivati seguendo la variante normale), dove inizierete a scendere, seguendo le indicazioni verso San Martino. La strada diventa presto una stretta mulattiera sterrata, abbastanza stretta e a tratti sdrucciolevole per via della ghiaia e del fondo sconnesso (fate attenzione). Tornante dopo tornante, un poco più di un’ora scenderete il pendio laterale del Sasso, fino ad incrociare la via Sacra che da Carsolina (fazione di Griante) sale al Santuario. Percorrete gli ultimi 500 metri e sarete giunti alla Chiesa di San Martino, costruita su un pianoro a ridosso della parete rocciosa dell’omonimo sasso (su cui prima, eravate in cima). A lato della chiesa, sul versante esposto a sud, c’è uno prato con qualche panchina in legno in cui sedersi per ammirare il panorama sul lago.
L’ultimo tratto di percorso per tornare al punto di cui siete partiti, consiste in un sentiero quasi tutto sotto il bosco, lastricato con ciottoli di pietra e accompagnato da diverse edicole votive con immagini della via Crucis. Percorrete quindi in discesa la via di accesso alla Chiesa, fino a quando non giungete nel centro abitato di Carsolina. Una volta giunti qui, l’ultimo tratto consiste nel percorrere per circa 1 chilometro la strada asfaltata (via San Martino) che collega Carsolina al parcheggio da cui siete partiti.
Avete terminato il vostro percorso ad anello e sono sicura che avrete gli occhi (e il telefono!) pieni delle immagini del fantastico panorama che avete osservato camminando.



































